Cappella Superiore

Cappella Superiore o Santa Lucia

Lo Scalone

Il prezioso gioiello architettonico si raggiunge dallo scalone in pietra che ha come corrimano un lungo serpente con un pomo in bocca, chiara evocazione della funzione purificatrice per le anime che ascendono al luogo. Il portale di accesso è sormontato da un arco a sesto acuto e da un piccolo rosone a sei luci, dove alcune iscrizioni ricordano che la chiesa viene fatta costruire da Marina II, nel 1255, per accogliere le spoglie di san Luca evangelista. Le influenze che insistono sull’ambiente rimandano allo stile gotico, con collegamenti all’ambiente federiciano in terra di Puglia. Il risultato di perfetta osmosi ha dato vita a una sobria e luminosa architettura, che ha reso la Cappella di San Luca uno dei monumenti più preziosi dell’Italia Meridionale. Numerose sono, per l’appunto, le analogie con il fiero avamposto federiciano in Puglia, Castel del Monte, a partire dai capitelli con foglie lunghe e incurvate, le basi e gli abachi ottagonali, i cordoncini delle volte. Tanto marcate sono le linee e le riprese fra le due testimonianze architettoniche, che si può addirittura pensare al lavoro delle stesse maestranze. Il legame potrebbe essere spiegato dalla figura di Riccardo di Trentinara del feudo di Persano (tra Eboli e Campagna), il quale era castellano di Castrogiovanni (Enna) e qui probabilmente entra in contatto con le maestranze che lavoravano per l’imperatore Federico II. Ebbene Riccardo aveva tre figlie nel monastero del Goleto, Giovanna, Gemma e Scolastica (forse la stessa Scolastica reggente dell’Abbazia dal 1255 al 1280), dunque non è improbabile che le monache si siano rivolte a lui per commissionare i lavori della cappella superiore.

Affresco

L’interno è costituito da un ambiente piccolo a due navate coperte da crociere ogivali, che poggiano su due colonne centrali e su dieci mezze colonne immerse nei muri perimetrali. Le basi ottagonali delle colonne e i capitelli decorati di foglie ricurve, su due ordini asimmetrici, richiamano - secondo molti studiosi - la residenza fatta costruire da Federico II a Castel del Monte, in Puglia. Emile Bertaux (1879-1917), autore della monumentale “L’art danse l’Italie mèridionale” (Parigi 1904), fu il primo a stabilire un rapporto di continuità tra il federiciano Castel Del Monte (iniziato nel 1204) e la Chiesa Superiore, o Cappella di san Luca (ultimata del 1255) dell’Abbazia del Goleto, e tra questa e l’Hotel Dieu di Reims in Francia, sottolineando la valenza artistica europea del complesso monastico del Goleto. Dei numerosi affreschi seicenteschi che arricchivano la chiesa, non restano che due medaglioni raffiguranti le abbadesse Scolastica e Marina II, e qualche episodio della vita di San Guglielmo. Pregevoli i due altari, soprattutto quello costituito da una lastra di pietra sostenuta da quattro colonnine munite di eleganti capitelli e di basamenti tutti diversi tra loro. All’esterno completano la struttura diversi elementi scultorei, significativi i barbacani lapidei decorati con motivi zoomorfi, astrali e floreali, di forte valenza simbolica. Di notevole interesse la policromia che gioca sulle varianti chiare della pietra, dal bianco al rosa, offrendosi come specchio naturale per la luce solare.