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Monache e Badesse
  Estrazione sociale
  All’interno dell’Abbazia del Goleto, le monache, provenienti da alcune delle famiglie più illustri del
  Regno di Napoli, costituiscono l’autorità suprema e amministrano complessivamente l’intera
  pochi anni dalla fondazione, alcuni storici ritengono che vi fossero circa 500 monache.
  Lo storico ottocentesco De Luciis afferma che, nei primi anni a partire dalla fondazione, le
  monache, figlie di uomini e donne “civili e nobili di seggio”, trascorrevano la loro vita “in felicità e
  in armonia”.
  La scelta di intraprendere una vita monastica era, la maggior parte delle volte, una libera volontà,
  grazie alla quale era possibile sfuggire ad un matrimonio imposto e consentiva l’opportunità di
  affermare se stesse e avere la stima da parte della società.
  Abiti
  Gli affreschi che impreziosivano la Cappella di San Luca, in parte ancora visibili, ci mostrano gli abiti
  delle Badesse (presumibilmente da estendere all’intera congregazione monastica femminile),
  costituiti da tuniche in panno bianco, che portavano cinte con una correggia di corame bianca,
  sopra alla quale portavano lo scapolare, e sopra a quest’ultima indossavano una tovaglia sottile di
  ino bianca, che copriva il collo e la testa insieme ad un sottile velo nero. Durante le cerimonie
  pubbliche indossavano un manto bianco di panno. Di notte indossavano camicie di lana e
  dormivano sopra dure tavole coperte da pagliericci e da una coperta di lana. Oltre ai comuni abiti,
  indossavano strumenti di astinenza religiosa come cilici, catene e circoli di ferro.